Accordo bipartisan sul Consenso Libero e Attuale nel reato di Violenza Sessuale

Pubblicato il 21 novembre 2025 alle ore 17:36

Il Consenso al Centro: Un Accordo Bipartisan Storico Per Riformare l’Art. 609-bis

L’approvazione unanime, da parte della Commissione Giustizia della Camera, di un emendamento che modifica l’articolo 609-bis del Codice Penale in materia di violenza sessuale, introducendo esplicitamente il concetto di consenso, rappresenta un momento storico e un fondamentale cambio di rotta per la giustizia italiana.Questo accordo bipartisan, maturato a seguito di contatti tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la Segretaria del PD Elly Schlein, e presentato dalle deputate Michela Di Biase (PD-IDP) e Maria Carolina Varchi (FDI), rende finalmente univoca l'interpretazione della legge in sede processuale. L'obiettivo primario è duplice: adeguare la legislazione italiana agli standard internazionali e contribuire a sradicare la persistente cultura che minimizza o giustifica la violenza sessuale.

Il Nuovo Paradigma Legale: Consenso Libero e Attuale

L'emendamento introduce nel Codice Penale il consenso come elemento centrale per distinguere un atto sessuale lecito da un atto di violenza. Il nuovo testo dell’Articolo 609-bis prevede infatti che: "Chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali ad un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni".Questa formulazione è potenzialmente rivoluzionaria e ribalta la prospettiva legale precedente.La Definizione di ConsensoL’introduzione degli aggettivi "libero" e "attuale" specifica i requisiti del consenso:

Libero: Significa che l’atto deve avvenire senza alcuna pressione.

Attuale: È un concetto fondamentale, poiché stabilisce che il consenso deve esistere durante tutto il rapporto sessuale, dall’inizio alla fine, ed è revocabile in ogni momento. Inoltre, il consenso vale solo per "quel" rapporto specifico. Specificare che il consenso debba essere attuale è cruciale, specialmente nei casi di violenza sessuale all’interno delle relazioni di coppia, che costituiscono circa un quarto dei casi di stupro in Europa.Il Superamento del Modello VincolatoIn Italia, il modello precedente era un “modello vincolato,” in cui la violenza sessuale era definita dalla costrizione, richiedendo necessariamente l’uso della violenza, della minaccia, o dell’inganno, o dell’abuso di autorità.Il problema di questa impostazione era che le aggressioni avvenute senza metodi violenti o minacciosi espliciti spesso non venivano perseguite legalmente. Grazie all'emendamento, non è più la vittima che deve provare di essersi rifiutata, ma è l’accusato che dovrà provare che a quel rapporto c'era consenso.

 

Affrontare il "Freezing" e la Vulnerabilità

La nuova formulazione interviene per proteggere le vittime in situazioni complesse:

Il Fenomeno del "Freezing": L’emendamento risponde ai casi di "freezing," ovvero quando una persona che subisce violenza non reagisce o tarda a reagire (si "congela"). Diversi studi internazionali mostrano che il congelamento fisico e psicologico è una reazione diffusa tra le vittime, spesso motivata dalla paura di subire ulteriori conseguenze. In passato, alcune sentenze hanno valutato la mancata o ritardata reazione come attenuante o addirittura motivo di assoluzione. Con l’inserimento del consenso come elemento centrale, in tribunale non si dovrà più dimostrare di aver opposto resistenza.

Abuso di Vulnerabilità: Il testo approvato punisce chi costringe o induce a compiere atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica o di particolare vulnerabilità della persona offesa al momento del fatto. Questo include l'aver assunto droghe o alcol, ma si applica anche a situazioni in cui un partner esercita un potere ricattatorio (economico o psicologico) all'interno di una relazione. L'Adeguamento alla Convenzione di IstanbulL'accordo bipartisan adegua finalmente l'Italia agli impegni presi a livello internazionale, in particolare con la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013.La Convenzione di Istanbul, il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, stabilisce chiaramente che lo stupro è un "rapporto sessuale senza consenso". L’articolo 36, paragrafo 2, specifica che il consenso "deve essere dato volontariamente, quale libera manifestazione della volontà della persona, e deve essere valutato tenendo conto della situazione e del contesto".Il gruppo di esperti del Consiglio d’Europa (GREVIO) aveva ripetutamente sollecitato l’Italia a modificare la propria legislazione in tal senso. La Necessità del Lavoro Culturale e FormativoSebbene il cambiamento legislativo sia cruciale per l’accesso effettivo alla giustizia, esso deve essere accompagnato da un profondo cambio culturale. La violenza sessuale costituisce un grave attacco all’integrità fisica e mentale e all’autonomia sessuale della vittima, compromettendo una serie di diritti umani fondamentali.I dati Eurostat confermano una realtà catastrofica: in Europa una donna su tre ha subito una forma di violenza fisica o sessuale nella sua vita, e in Italia, almeno il 31% delle donne e ragazze ha subito tali forme di violenza. Nonostante le iniziative della società civile, questi dati rimangono allarmanti.È fondamentale superare il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza subita, come dimostrato dal fatto che il 39,3% della popolazione italiana ritiene che una donna sia in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole.Per dare valore alla nuova legge, la Fondazione ritiene che sia indispensabile agire su due fronti:

1. Formazione dei Professionisti: È urgente e cruciale investire nella formazione obbligatoria e continua di tutti i professionisti che entrano in contatto con le sopravvissute (forze di polizia, magistrati, personale sociosanitario e insegnanti), affinché i processi non risultino capziosi e non comportino una nuova vittimizzazione.

2. Educazione Sessuo-Affettiva nelle Scuole: Le leggi rischiano di perdere valore senza un impegno per il cambiamento culturale. È necessario integrare nei programmi scolastici un'educazione affettiva, sessuale e alle relazioni, obbligatoria, adeguata all'età e fondata sull'evidenza, che includa specificamente l’educazione al consenso e all’autonomia corporea.Solo un approccio che combina leggi efficaci, formazione specifica e sensibilizzazione della società potrà garantire che la violenza sessuale venga riconosciuta per ciò che è: una grave violazione dei diritti umani.

 

Questa riforma legislativa è come la messa a punto di un compasso: prima, per navigare, dovevamo basarci solo sulla violenza della tempesta; ora, possiamo puntare direttamente al Nord, dove il consenso è la stella polare che guida la libertà e l'autonomia di ogni persona.